Dati del paese

 Libia (LAR) - Africa

mappa della Libia

Capitale:TRIPOLI
Popolazione: 6.000.000 di cittadini, più un numero imprecisato di stranieri(stimato tra uno e  due milioni nel 2010, quasi sempre clandestini). In maggioranza hanno lasciato il Paese durante la rivoluzione.
Superficie: 1.759.540 km2, circa sei volte quella dell'Italia
Fuso orario: stessa ora dell'Italia, a partire dal 10 novembre 2012

Lingue: arabo, poco diffuse, se non a livello elementare/scolastico, le lingue straniere. Tra queste maggiormente conosciute l'italiano e l'inglese.

Religioni: musulmana. Rispettato il culto delle altre religioni, in particolare quella cristiana (chiese cattoliche a Tripoli e Bengasi).

Moneta: Dinaro Libico (DL).    Al 25 settembre 2012 il cambio è pari a 1 Euro=1,69 LYD.

Prefisso telefonico dall’Italia: 00218

 

Meteo

 Dati meteo non disponibili

 

Ambasciate e Consolati

Ambasciata d'Italia a TRIPOLI
Dal 1 agosto 2012 l’Ambasciata d’Italia è tornata ad operare presso la sede demaniale di Shara Uahran, 1 p.o. box 912.
I recapiti sono i seguenti:
email: Ambasciata.tripoli@esteri.it
tel. +218 21 333.41.31
+218 21 333.41.32
+218 21 333.11.93
fax +218 21 333.16.73
00218 91 320 1848 (cellulare di servizio)

 

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Prima di partire

Sono presenti contenuti su questo paese nella sezione Salute in viaggio

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Passaporto

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Avvisi particolari

Diffuso il 14.05.2013. Tuttora valido.

Raccomandazioni

L’auto esplosa il 13 maggio  dinanzi ad  un ospedale di  Bengasi con un bilancio di  diverse vittime e numerosi feriti e l’autobomba deflagrata  il 23 aprile 2013 nei pressi dell’Ambasciata di Francia evidenziano la perdurante complessiva fragilità del quadro di sicurezza in Libia, all’interno del quale possono trovare spazio azioni di matrice terroristica.

Tale scenario si era già evidenziato in occasione del grave attentato condotto sabato 12 gennaio 2013 a Bengasi nei confronti del Console Generale d’Italia, nonché, nel settembre 2012, dell’attacco all’ufficio di rappresentanza degli Stati Uniti d’America sempre a Bengasi, nel quale avevano perso la vita quattro cittadini americani.

Oltre agli eventi sopra ricordati, nelle scorse settimane le principali città del Paese sono state interessate da episodi di violenza di diversa genesi, che testimoniano la permanenza di elementi di tensione suscettibili di trovare repentine manifestazioni in forma non pacifica, che fanno leva sulla perdurante impossibilità per le forze dell’ordine governative di garantire un effettivo controllo del territorio.

Dopo l’approvazione, avvenuta il 5 maggio, da parte del Congresso Nazionale della cosiddetta “legge sull’isolamento politico”, volta all’allontanamento dalle cariche pubbliche di figure accusate di aver servito il regime di Gheddafi, sono stati quasi del tutto rimossi i presidi delle milizie locali scese in strada a Tripoli a fine aprile per invocare l’emanazione del provvedimento. Tuttavia, nelle more della definizione dei parametri applicativi della legge, non può escludersi il riemergere di ulteriori tensioni.

Inoltre, la convergenza nella capitale di milizie potenzialmente contrapposte e’ suscettibile di generare scontri tra le stesse, dinanzi ai quali l’apparato statale appare difficilmente in grado di poter svolgere, ad oggi, una reale azione di deterrenza o contenimento.

Oltre ai presidi sopra menzionati, che hanno condotto, tra la fine aprile e l’inizio di maggio, al blocco operativo dei principali ministeri del Paese, si ricorda che a marzo la sede del Congresso Nazionale era stata assaltata da miliziani che invocavano l’approvazione della già citata “legge sull’isolamento politico”. Nella medesima circostanza il Presidente del Congresso e Capo Provvisorio dello Stato era stato fatto oggetto di un attentato, senza conseguenze. In precedenza anche l’ufficio del Primo Ministro era stato attaccato da ex combattenti che invocavano il pagamento di compensazioni alle loro famiglie per il sacrificio offerto durante la rivoluzione. All’inizio di aprile, uno stretto collaboratore del Primo Ministro è stato sequestrato e rilasciato solo dopo diversi giorni. Precedentemente, sempre a Tripoli, un sequestro di minore durata era stato condotto ai danni del Capo delle Dogane libiche.

A Bengasi la cd “scuola europea” è stata oggetto di un attacco, non armato, da parte di un gruppo salafita che protestava contro la diffusione di un libretto scientifico contenente riferimenti all’educazione sessuale. Nella stessa citta’, sempre ad opera di gruppi di estrazione salafita, a fine febbraio sono stati posti in stato di fermo per proselitismo diverse decine di cristiani copti egiziani, alcuni dei quali avrebbero anche subito maltrattamenti fisici.

Inoltre, la presenza di una crescente tensione di matrice religiosa e’ testimoniata dalla grave aggressione subita a marzo a Tripoli da un prete egiziano all’interno della chiesa ove si celebrano abitualmente le funzioni di rito cattolico.

Scontri tra milizie hanno anche interessato, all’inizio di marzo, l’area di Zwara, lungo la direttrice stradale che da Tripoli conduce al confine con la Tunisia, con specifica localizzazione nei pressi del sito energetico di Mellitah.

Alla luce di quanto sopra riportato, il livello di allerta tra la comunità straniera presente in Libia resta particolarmente significativo.


Si raccomanda pertanto ai connazionali presenti a qualsiasi titolo nel Paese di adottare opportune cautele. Si raccomanda, in particolare, di limitare allo stretto necessario gli spostamenti sul territorio, anche nelle aree urbane, soprattutto dopo il tramonto. Si raccomanda di adottare particolare attenzione e di evitare, nel limite del possibile gli assembramenti, specialmente durante i fine settimana e dopo la preghiera del venerdì e di tenersi costantemente aggiornati sulla situazione di sicurezza nel Paese.

Si ricorda che a seguito dell’attentato del 12 gennaio 2013, è stata disposta la sospensione temporanea dei servizi del Consolato Generale a Bengasi. Con specifico riguardo a tale città, alla luce del nuovo scenario di sicurezza e considerata la sospensione dell’attività del Consolato Generale, è assolutamente sconsigliata la presenza di connazionali nell’area che non sia motivata da ragioni imperative.

In generale, nell’attuale contingenza, segnata da una crescente minaccia avanzata da ambienti riconducibili al fondamentalismo islamico e da un’evidente e perdurante impossibilità per le autorità locali di assicurare un efficace controllo del territorio, debbono ritenersi assolutamente sconsigliati, se non motivati da stringente necessità professionali e non opportunamente differibili, i trasferimenti e la permanenza nella Libia orientale (Cirenaica), centrale e meridionale.

Le visite a carattere professionale in Tripolitania, se motivate da stringenti necessità e non opportunamente rinviabili, possono essere svolte adottando le dovute misure prudenziali. Si raccomanda, in particolare, la puntuale programmazione degli incontri e degli spostamenti sul territorio, che dovranno essere comunicati in anticipo all’Ambasciata e al Consolato Generale a Tripoli.

Alla luce delle tensioni citate nei paragrafi precedenti con specifico riguardo alla città di Tripoli, è fortemente sconsigliata la partecipazione a fiere ed ad eventi promozionali con ampia partecipazione collettiva, sia a carattere istituzionale che privata.

Si sottolinea inoltre l’imprenscindibilità, per gli operatori economici, di guardare al mercato libico, in questa fase, con un approccio cauto e oggettivo, in particolare con riferimento alla possibilità di acquisire commesse pubbliche. Infatti, se da un lato non possono essere taciute le enormi potenzialità  che si dischiuderanno allorquando il processo di ricostruzione del Paese avrà avvio, dall’altro non può non sottolinearsi con preoccupazione come, ad oltre due anni dalla Rivoluzione che ha portato al crollo del regime di Gheddafi, detto processo non abbia ancora visto la luce e l’economia pubblica libica perduri in una condizione di stallo, vittima del blocco decisionale e amministrativo che caratterizza l’operato attuale delle istituzioni pubbliche libiche. Ne’ puo’ ragionevolmente essere nutrita una speranza di superare detto blocco nel breve periodo, alla luce delle involuzioni politiche e delle tensioni sociali sopra ricordate. E’ pertanto probabile che nell’anno in corso, pur a fronte di un bilancio statale dalle ampie disponibilità, vi sia una unicamente una limitatissima ripresa di alcuni progetti già in corso di realizzazione allo scoppio della Rivoluzione, e che l’avvio di nuovi progetti non abbia realmente luogo prima del 2014. Appare dunque di assoluta importanza, al fine di non generare aspettative non realizzabili, che gli operatori adottino un approccio di medio-lungo termine nella programmazione del ritorno potenziale degli investimenti per l’ingresso sul mercato libico.

Sono più in generale assolutamente sconsigliate le visite di natura turistica.

I collegamenti aerei Alitalia sulla tratta Roma-Tripoli sono regolari e prevedono due voli giornalieri. Parimenti regolari sono i collegamenti aerei con Tripoli assicurati dalle principali compagnie europee (Lufthansa, Austrian, British, Turkish).

Si ricorda che la Libia ha unilateralmente dichiarato, a partire dal 2005, la sussistenza di diritti esclusivi di pesca su un’area di mare estesa fino a 74 miglia dalla propria costa e dalla linea che chiude idealmente il golfo della Sirte. L’applicazione di tali misure si è concretizzata, anche recentemente,  nell’intercettazione, sequestro e detenzione dei pescherecci stranieri e dei loro equipaggi da parte delle autorità libiche e delle milizie locali. Sono state parimenti applicate consistenti sanzioni pecuniarie, oltre a provvedimenti di confisca delle attrezzature di pesca e dell’eventuale pescato.

Si prega di consultare la scheda Paese presente su questo stesso sito per informazioni di maggiore dettaglio sul quadro di sicurezza e su viabilità e trasporti.

L'Ambasciata d’Italia a Tripoli è stata riaperta il 2 settembre 2011. Dal 1 agosto 2012 gli uffici sono stati ristabiliti presso la sede di Shara Uahran, Dhara, Tripoli. L’Ambasciata può essere contattata scrivendo all’indirizzo di posta elettronica ambasciata.tripoli@esteri.it. I contatti telefonici sono i seguenti: +218.21.3334131/32, +218 21 3331193 (linee fisse), +218.91.3201848 (cellulare di servizio) e +218 213331673 (fax). Il Consolato Generale d’Italia a Tripoli è pienamente operativo dal 15 dicembre 2011. Tutti i recapiti sono reperibili consultando il sito web www.constripoli.esteri.it.

Si consiglia ai connazionali di registrare i dati relativi al viaggio sul sito DoveSiamoNelMondo. Si raccomanda altresì - una volta in loco - di recare con sé copia dei propri documenti e titoli di viaggio, conservando gli originali in luoghi custoditi (albergo, etc.).

Si ricorda, infine, l’opportunità di consultare la guida predisposta dal Ministero della Salute al presente link, nonché di sottoscrivere – prima della partenza – una assicurazione che copra eventuali spese sanitarie (anche per il rimpatrio o il trasferimento aereo in un altro Paese).

 



 

Informazioni generali

ATTENZIONE: QUESTA SEZIONE E’ DA CONSIDERARSI PROVVISORIA IN ATTESA DI CONFERMA O CAMBIO DELLE NORME SULL’IMMIGRAZIONE DA PARTE DELLE NUOVE AUTORITA’ LIBICHE

Passaporto:
obbligatorio, con validità residua di almeno sei mesi al momento dell’arrivo nel Paese ed una pagina intera libera. Non è ammesso nessun altro documento di viaggio.

Benché le Autorità locali non abbiano emesso alcuna comunicazione ufficiale al riguardo, risulta attualmente disapplicata la norma che imponeva di apporre sul passaporto un timbro con la traduzione in arabo dei dati anagrafici.
In vigenza dell’obbligo di cui sopra, il timbro bilingue era disponibile presso le Questure.

La normativa vigente dispone tutt’ora che l’ingresso in Libia è proibito a chi abbia sul passaporto il visto di Israele o qualsiasi altro segno/timbro/annotazione indicante un soggiorno o un transito in Israele.

Viaggi all’estero dei minori: si prega di consultare il Focus: “Prima di partire - documenti per viaggi all’estero di minori” sulla home page di questo sito.

Visto di ingresso: obbligatorio (dal 1° ottobre 2011). Si consiglia di verificare con l’Ambasciata di Libia a Roma e con i Consolati libici in Italia le procedure di richiesta del visto. Per i visti d’affari, la persona fisica o giuridica deve avanzare richiesta presso l’Ufficio Immigrazione libico di residenza.

I titolari di passaporto diplomatico o di servizio sono esentati dal visto per soggiorni fino a 90 giorni.

Il rilascio di visti turistici da parte delle Autorità diplomatiche e consolari libiche è soggetto a massima discrezionalità. Si ricorda, comunque, che i viaggi non a carattere professionale sono, al momento, fortemente e assolutamente sconsigliati. 
Il precedente “timbro di registrazione” di colore verde, triangolare, non è più utilizzato. Al suo posto, le Autorità libiche stanno progressivamente introducendo un nuovo timbro, di colore blu, che va apposto entro cinque giorni dall’ingresso nel Paese. L’operazione può essere effettuata rivolgendosi all’albergo presso il quale si alloggia, oppure recandosi in un posto di polizia. La norma testé descritta risulta, ad oggi, solo parzialmente applicata. Non sono state registrate criticità all’uscita dal Paese per coloro che non avevano detto timbro sul passaporto.

Visti di lavoro: Si è in attesa di ricevere dalle Autorità libiche informazioni aggiornate sulle nuove procedure da seguire per ottenere il visto per lavoro e per la residenza. Il Governo libico ha preannunciato l’introduzione del visto obbligatorio per tutti gli stranieri, compresi i cittadini dei Paesi arabi e africani.

Formalità valutarie e doganali:
E’ vietato esportare dinari libici, che non sono in ogni caso convertibili all’estero. Per cambiare all'uscita i dinari rimasti viene spesso richiesto di esibire le ricevute dei cambi effettuati durante il soggiorno.
E’ tassativamente vietata l’importazione di bevande alcoliche mentre è fortemente sconsigliato importare salumi.

 


Sicurezza

Rimane fragile la cornice di sicurezza del Paese, minata da crescenti tensioni di natura religiosa alimentate dall’estremismo di matrice salafita, che si affiancano all’azione destabilizzante condotta da residui focolai del deposto regime.

Inoltre, la mancanza di una forza unica, deputata a garantire la sicurezza sul territorio, ha condotto alla crescita degli episodi di micro-criminalità. Sono in aumento i casi di attacchi alle auto con lo scopo di derubare il conducente o di rubare il veicolo per utilizzarlo in altri crimini, di rapine e di furti nelle abitazioni private. Inoltre, in tutta la Libia, ed in particolare a Tripoli, l’ampio impiego di armi da fuoco da parte della popolazione, anche a fini meramente celebrativi, rende particolarmente elevato il rischio di essere raggiunti da colpi in ricaduta. Si raccomanda, pertanto, di limitare allo stretto necessario la permanenza in luoghi non coperti.

In tale contesto, non possono, inoltre, essere esclusi possibili atti di terrorismo che potrebbero anche avere come potenziali obiettivi gli hotel internazionali delle grandi città, nonché Uffici governativi e diplomatici. Soprattutto nella parte meridionale del Paese sussistono rischi per potenziali azioni ostili nei confronti di cittadini stranieri o attacchi contro siti produttivi. Restano pertanto assolutamente sconsigliati i viaggi nella Libia centrale e meridionale. Anche nella regione nord-occidentale del Paese e nella città di Tripoli (ove si consiglia particolare cautela nei quartieri di “Suq al Juma” e “Abu Slim”), il quadro di sicurezza appare caratterizzato da una stabilità di superficie, sotto la quale è tuttavia possibile scorgere elementi di tensione derivanti dalle difficoltà di ricondurre ad unità le diverse anime militari della recente rivoluzione: è quindi consigliata sempre la massima prudenza negli spostamenti, soprattutto nelle ore notturne, a causa del possibile verificarsi di scontri circoscritti tra gruppi di miliziani locali. Detti scontri hanno interessato sia località nella zona ad ovest della Capitale, sia aree urbane della stessa Tripoli. Si sono inoltre registrati, a più riprese, scontri tra milizie lungo la direttrice stradale che conduce dal centro città all’aeroporto internazionale lai di fedeli del deposto regime.

Crescenti fenomeni di criminalità si registrano, inoltre, nel sud del Paese, in particolare nell’area di Ghat, dove le forze governative non appaiono in grado, al momento, di contrastare le bande criminali ivi operanti.

La crisi in corso nel nord del Mali e l’insistenza nell’area a sud-ovest della Libia di movimenti destabilizzanti la cui matrice è da ricercarsi nell’estremismo islamico - come prova il recente attacco al campo petrolifero algerino di In Amenas, sito in prossimità del confine con la Libia - accrescono il rischio di un ulteriore incremento dell’instabilità sul territorio libico, sulla scorta di un potenziale “effetto contagio”, con particolare riferimento alle province di confine nel quadrante sud-occidentale del Paese.

Bengasi e Tripoli

Prima dell’attacco al Console Generale d’Italia a Bengasi del 12 gennaio 2013, il quadro della sicurezza in Libia era stato segnato in maniera profondamente negativa dal cruento attacco all’Ufficio di rappresentanza degli Stati Uniti d’America nella stessa città, occorso la sera dell’11 settembre 2012, a seguito del quale hanno perso la vita quattro persone, tra le quali l’Ambasciatore statunitense in Libia. Gli eventi di Bengasi costituiscono i più gravi episodi di infrazione della sicurezza in Libia dopo la conclusione della rivoluzione del 2011.

Sebbene le elezioni del 7 luglio scorso si fossero svolte in un clima pacifico e privo di incidenti di rilievo, nel corso del mese di agosto altri episodi di violenza avevano interessato anche la capitale Tripoli. Si ricorda, in particolare, l’esplosione di tre autobombe al centro di Tripoli, verificatasi all’alba di domenica 19 agosto 2012. Lo scorso novembre, alcuni  scontri e disordini si sono verificati nell’area centrale della città (in particolare in zona Shara Zawia e presso gli Uffici Primo Ministro). Nella prima decade di gennaio 2013, scontri di natura clanica hanno interessato diversi quartieri di Tripoli: conflitti a fuoco tra gruppi contrapposti hanno condotto alla chiusura temporanea dell’aeroporto di Mitiga (9 gennaio, con riapertura avvenuta il giorno successivo) e a improvvisi blocchi stradali nelle zone centrali della capitale.

Nella seconda metà di ottobre si sono riacutizzate le tensioni a Bani Walid, roccaforte di gruppi legati al regime del Colonnello Gheddafi. Forze governative ed appartenenti a varie milizie, tra cui prevalentemente quella di Misurata, hanno circondato la città e condotto operazioni militari anche nel territorio urbano, scontrandosi con le forze locali. Gli accadimenti hanno provocato vittime e feriti ed hanno avuto echi anche a Tripoli, dove la tensione ha raggiunto il suo apice il 21 ottobre u.s. con proteste e scontri dinanzi alla sede del Congresso Nazionale, e a Bengasi, dove è stata assaltata la sede dell’emittente televisiva pubblica Libya al-Hurra. Sempre a Bengasi, scontri e proteste popolari si sono verificati nella seconda metà del mese di dicembre 2012. Nella principale città della Cirenaica, nel corso del secondo semestre del 2012, si sono registrati circa 20 omicidi di alti funzionari di polizia.

Si consiglia infine ai connazionali di registrare i dati relativi al viaggio sul sito DoveSiamoNelMondo

Per le segnalazioni più recenti sulla situazione di sicurezza vedere anche la Sezione Avvisi Particolari.


Situazione sanitaria

Le strutture sanitarie erano precarie e non conformi agli standard europei prima della rivoluzione e la situazione è ulteriormente peggiorata per il forte afflusso di feriti dal fronte e la partenza dal Paese di numerosi medici ed infermieri stranieri. Ogni qual volta sia possibile si consiglia pertanto l’evacuazione del paziente verso Italia, Tunisia o Malta.

E’ assolutamente indispensabile sottoscrivere, prima di partire, un’assicurazione sanitaria che copra le spese per un’eventuale trasferimento aereo del malato, considerando però che le evacuazioni mediche dalla Libia sono per il momento estremamente problematiche.
In caso di necessità è preferibile rivolgersi all’Ambasciata o al Consolato per suggerimenti o consigli del caso.
Malgrado la presenza di numerose farmacie, molti medicinali non sono reperibili. Chi avesse bisogno di medicine particolari deve ricordare di portarle dall’Italia.

Si consiglia di bere solo acqua minerale in bottiglia, controllando che il tappo sia correttamente sigillato. Non aggiungere ghiaccio nelle bevande. È sconsigliato mangiare verdura cruda e frutta non sbucciata e molluschi.

Si segnala infine che si sono registrati casi di avvelenamento a seguito del consumo di alcolici preparati in casa e/o distribuiti illegalmente. Nel rimarcare i rischi per la salute di tale pratica, si ricorda che in Libia vige il divieto assoluto di produzione e consumo di bevande alcoliche.

Cliniche private

Libyan Swiss Clinic
Tel. 021 3619693

Clinica Al Afia
Gasser Ben Geshier
Tel. 021 5633051-4  /  021 5633900-4
Fax. 021 5633055

Clinica St. James
Wesayat El Bderi, Ben Ashur
091 335 8962
Tel 021 3620242-3
Fax. 021 3620241
e-mail: libya@stjameshospital.com

 


Viabilità

Il 17 dicembre 2012 il Congresso Nazionale, d’intesa con il Primo Ministro, ha disposto la chiusura temporanea delle frontiere terrestri della Libia con Sudan, Chad, Niger e Algeria, stabilendo contestualmente che le province meridionali del Paese siano considerate “zone militari chiuse” sottoposte al controllo di un governatore militare dotato di poteri straordinari per il contrasto all’immigrazione clandestina.

Si segnala, inoltre, che i valichi di frontiera terrestre con l’Egitto sono attraversabili. Il valico di frontiera libico-tunisino di Ras Jader è sovente sottoposto a misure di temporanea chiusura per contrastare i flussi di armi e beni esportati illegalmente dalla Libia. Per tale ragione si registrano lunghe attese in uscita dalla Libia verso la Tunisia.

Si rende noto inoltre che l’Alitalia ha riattivato il collegamento aereo Roma - Tripoli il 2  novembre 2011, con una frequenza di sei voli settimanali.

Si segnala infine che voli commerciali regolari collegano il Paese con la Germania, l’Austria, la Gran Bretagna, la Turchia, la Tunisia, l’Egitto, gli Emirati Arabi Uniti, il Qatar e Malta. Sono attivi i voli interni fra Tripoli e Bengasi, nonché i collegamenti aerei tra queste città ed altri centri urbani del Paese (Tobruk, Ghadames, Ghat, Sebha, Kufra).

Si ricorda che la Libia ha unilateralmente dichiarato, a partire dal 2005, la sussistenza di diritti esclusivi di pesca su un’area di mare estesa fino a 74 miglia dalla propria costa e dalla linea che chiude idealmente il golfo della Sirte. Sebbene tale atto si ponga in contrasto con le norme pattizie (UNCLOS del 1982, di cui la Libia non è parte) e consuetudinarie internazionali che regolano il diritto del mare, e non sia mai stato riconosciuto da Paesi terzi, le autorità libiche applicano in maniera rigida misure sanzionatorie nei confronti delle imbarcazioni straniere intente a pescare in detta area di mare. L’applicazione di tali misure si è concretizzata, anche recentemente, nell’intercettazione, sequestro e detenzione dei pescherecci stranieri e dei loro equipaggi da parte delle autorità libiche e delle milizie locali. Sono state parimenti applicate consistenti sanzioni pecuniarie, oltre a provvedimenti di confisca delle attrezzature di pesca e dell’eventuale pescato.

Patente: è necessaria la traduzione in arabo dei dati contenuti in quella italiana.