Dati del paese

 Libia (LAR) - Africa

mappa della Libia

Capitale:TRIPOLI

Popolazione: 6.000.000 di cittadini, più un numero imprecisato di stranieri(stimato tra uno e  due milioni nel 2010, quasi sempre clandestini). In maggioranza hanno lasciato il Paese durante la rivoluzione.

Superficie: 1.759.540 km2, circa sei volte quella dell'Italia.

Fuso orario: GMT +1. Di anno in anno le istituzioni libiche decidono se passare o meno all'ora legale.

Lingue: arabo, poco diffuse, se non a livello elementare/scolastico, le lingue straniere. Tra queste maggiormente conosciute l'italiano e l'inglese.

Religioni: musulmana. Rispettato il culto delle altre religioni, in particolare quella cristiana (chiese cattoliche a Tripoli e Bengasi).

Moneta: Dinaro Libico (DL)

Prefisso telefonico dall’Italia: 00218

 

Meteo

 Dati meteo non disponibili

 

Ambasciate e Consolati

A partire dal 15 febbraio 2015, a seguito del progressivo aggravarsi delle condizioni di sicurezza, l’Ambasciata d’Italia a Tripoli ha sospeso temporaneamente le proprie attività fino a nuovo avviso. Non è più possibile pertanto assicurare assistenza consolare a coloro che, nonostante il chiaro sconsiglio delle Autorità italiane, siano ancora presenti in territorio libico.

Ambasciata d'Italia a TRIPOLI
Indirizzo: Shara Uahran, 1 p.o. box 912.
I recapiti sono i seguenti:
email: Ambasciata.tripoli@esteri.it
tel. +218 21 333.41.31
+218 21 333.41.32
+218 21 333.11.93

 

 

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Prima di partire

Sono presenti contenuti su questo paese nella sezione Salute in viaggio

Centri di vaccinazione

Lista completa di tutti i centri di vaccinazione sul territorio italiano.

 

Passaporto

Guida completa per il rilascio del passaporto, dal sito della Polizia di Stato.

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Patente internazionale

Tutte le informazioni utili per ottenere in Italia la patente internazionale di guida, dal sito dell'ACI.

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Tassi di cambio

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Avvisi particolari

Diffuso il 15.02.2015. Tuttora valido.

A partire dal 15 febbraio 2015, a seguito del progressivo aggravarsi delle condizioni di sicurezza, l’Ambasciata d’Italia a Tripoli ha sospeso temporaneamente le proprie attività fino a nuovo avviso. Non è più possibile pertanto assicurare assistenza consolare a coloro che, nonostante il chiaro sconsiglio delle Autorità italiane, siano ancora presenti in territorio libico.

A fronte del progressivo deterioramento della situazione di sicurezza in Libia e degli scontri che stanno interessando il Paese e a seguito dell’attacco terrorista che si è recentemente verificato all’Hotel Corinthia, con numerose vittime, tra cui sei cittadini stranieri, si ribadisce il pressante invito ai connazionali a non recarsi in Libia e a quelli tuttora presenti a lasciare temporaneamente il Paese.

Proseguono gli scontri tra milizie in Tripolitania al momento localizzati nella parte occidentale della Regione. A seguito dei bombardamenti che hanno interessato l’aeroporto militare di Tripoli (Maitiga) l’operatività dello scalo, al momento aperto, è limitata. Egitto e Tunisia hanno chiuso il loro spazio aereo ai voli provenienti dagli aeroporti di Maitiga e di Misurata. Ulteriori bombardamenti hanno interessato la periferia di Zuwara, situata sulla costa occidentale del Paese. Attacchi aerei si sono anche verificati sulla città di Misurata, in particolare contro l’aeroporto internazionale, il porto e alcune strutture industriali, senza tuttavia causare danni materiali, né vittime. A seguito di questi eventi la Turkish Airlines ha sospeso i voli su Misurata, a data da destinarsi. L’aeroporto internazionale di Tripoli, teatro di pesanti scontri nei mesi di luglio e di agosto che hanno causato decine di vittime e molti feriti, nonché ingenti danni materiali allo scalo, rimane chiuso.

A Bengasi continuano i pesanti scontri armati tra milizie di fazioni contrapposte, così come tra queste ultime e le forze governative, in alcuni casi anche con bombardamenti aerei. Ugualmente, in Cirenaica si sono verificati attentati suicidi (dicembre 2013 e aprile 2014) nonché sequestri di cittadini occidentali. Inoltre, alcuni gruppi estremisti della zona sono probabilmente gli artefici dell’uccisione di cittadini egiziani e siriani di religione cristiana (febbraio e marzo 2014). Si ricorda che a seguito dell’attentato del 12 gennaio 2013 è stata disposta la sospensione temporanea dei servizi del Consolato Generale a Bengasi. In tutta la Cirenaica la situazione di sicurezza è progressivamente deteriorata, pertanto è assolutamente sconsigliata la presenza di connazionali dovunque e con particolare riguardo alla Città di Derna.

Anche nell’area urbana di Tripoli si sono verificati scontri armati ed episodi ostili che testimoniano un sensibile innalzamento della tensione e confermano la permanenza di un significativo livello di rischio anche all’interno dei centri urbani, che può potenzialmente interessare tutto il personale espatriato. Tali circostanze inoltre evidenziano la complessiva fragilità del quadro di sicurezza in Libia, minato da fattori di diversa matrice, all’interno del quale possono trovare spazio anche azioni di natura terroristica. Permangono in tutto il Paese elementi di tensione suscettibili di trovare repentine manifestazioni in forma non pacifica, che fanno leva sulla perdurante impossibilità per le forze dell’ordine governative di garantire un effettivo controllo del territorio.

Azioni ostili contro stranieri si sono verificati anche nella parte nord-occidentale della Libia, in particolare nel tratto costiero tra Sabratha e Zuwara (gennaio 2014).

Nel deserto a sud-ovest del Paese si sono verificati violenti scontri tra opposte tribù (gennaio 2014), che hanno fatto registrare decine di vittime.

Raccomandazioni

Il livello di allerta tra la comunità straniera presente in Libia é particolarmente elevato. Si raccomanda pertanto ai connazionali presenti a qualsiasi titolo nel Paese di adottare opportune cautele. Si raccomanda, in particolare, di limitare allo stretto necessario gli spostamenti sul territorio, anche nelle aree urbane, soprattutto dopo il tramonto, e ad evitare, ove possibile, lo stazionamento incustodito delle vetture. Si raccomanda di adottare particolare attenzione e di evitare nel limite del possibile gli assembramenti, specialmente durante i fine settimana e dopo la preghiera del venerdì, e di tenersi costantemente aggiornati sulla situazione di sicurezza nel Paese.

Come segnalato più sopra, anche a seguito dei recenti accadimenti, si sottolinea che la sicurezza non appare del tutto garantita nemmeno nei grandi hotel di Tripoli, che sono usualmente frequentati da stranieri.

Le visite a carattere professionale nella capitale e in Tripolitania, se motivate da necessità imperative e indifferibili, devono essere svolte adottando ogni possibile misura prudenziale. Gli alti rischi connessi a ulteriori possibili manifestazioni violente, ancorché non dirette contro cittadini stranieri, inducono a raccomandare estrema cautela negli spostamenti in città, che si invita a limitare quanto più possibile. 

Si registra un forte aumento della criminalità comune a Tripoli: si sono moltiplicati nelle ultime settimane gli episodi di “carjacking” e le rapine ai danni di stranieri. A tale riguardo, si raccomanda di evitare l’uso di taxi individuali. Ove possibile, si raccomanda di effettuare gli spostamenti sul territorio avvalendosi di autisti di fiducia, concordando preventivamente i termini del trasporto.

Alla luce delle tensioni citate nei paragrafi precedenti con specifico riguardo alla città di Tripoli, è fortemente sconsigliata la partecipazione a fiere ed ad eventi promozionali con ampia partecipazione collettiva, sia a carattere istituzionale che privata.

Si sottolinea inoltre l’imprescindibilità, per gli operatori economici, di guardare al mercato libico, in questa fase, con un approccio cauto e oggettivo, in particolare con riferimento alla possibilità di acquisire commesse pubbliche.

Infatti, se da un lato non possono essere taciute le enormi potenzialità che si dischiuderanno allorquando il processo di ricostruzione del Paese avrà avvio, dall’altro non può non sottolinearsi con preoccupazione come, ad oltre due anni dalla Rivoluzione che ha portato al crollo del regime di Gheddafi, detto processo non abbia ancora visto la luce e l’economia pubblica libica perduri in una condizione di stallo, vittima del blocco decisionale e amministrativo che caratterizza l’operato attuale delle istituzioni pubbliche libiche.

Né può ragionevolmente essere nutrita una speranza di superare detto blocco nel breve periodo, alla luce delle involuzioni politiche e delle tensioni sociali sopra ricordate.

Appare dunque di assoluta importanza, al fine di non generare aspettative non realizzabili, che gli operatori adottino un approccio di medio-lungo termine nella programmazione del ritorno potenziale degli investimenti per l’ingresso sul mercato libico.

Sono più in generale assolutamente sconsigliate le visite di natura turistica.

Si ricorda che la Libia ha unilateralmente dichiarato, a partire dal 2005, la sussistenza di diritti esclusivi di pesca su un’area di mare estesa fino a 74 miglia dalla propria costa e dalla linea che chiude idealmente il golfo della Sirte. L’applicazione di tali misure si è concretizzata, anche recentemente, nell’intercettazione, sequestro e detenzione dei pescherecci stranieri e dei loro equipaggi da parte delle autorità libiche e delle milizie locali. Sono state parimenti applicate consistenti sanzioni pecuniarie, oltre a provvedimenti di confisca delle attrezzature di pesca e dell’eventuale pescato.

Si prega di consultare la scheda Paese presente su questo stesso sito per informazioni di maggiore dettaglio sul quadro di sicurezza e su viabilità e trasporti.

Si consiglia ai connazionali di registrare i dati relativi al viaggio sul sito DoveSiamoNelMondo.  

Si ricorda, infine, l’opportunità di consultare la guida predisposta dal Ministero della Salute al presente link, nonché di sottoscrivere – prima della partenza – una assicurazione che copra eventuali spese sanitarie (anche per il rimpatrio o il trasferimento aereo in un altro Paese).



 

Informazioni generali

ATTENZIONE: QUESTA SEZIONE E’ DA CONSIDERARSI PROVVISORIA IN ATTESA DI CONFERMA O CAMBIO DELLE NORME SULL’IMMIGRAZIONE DA PARTE DELLE NUOVE AUTORITA’ LIBICHE

Passaporto:
obbligatorio, con validità residua di almeno sei mesi al momento dell’arrivo nel Paese ed una pagina intera libera. Non è ammesso nessun altro documento di viaggio.

Benché le Autorità locali non abbiano emesso alcuna comunicazione ufficiale al riguardo, risulta attualmente disapplicata la norma che imponeva di apporre sul passaporto un timbro con la traduzione in arabo dei dati anagrafici.
In vigenza dell’obbligo di cui sopra, il timbro bilingue era disponibile presso le Questure.

La normativa vigente dispone tutt’ora che l’ingresso in Libia è proibito a chi abbia sul passaporto il visto di Israele o qualsiasi altro segno/timbro/annotazione indicante un soggiorno o un transito in Israele.

Viaggi all’estero dei minori: si prega di consultare il Focus: “Prima di partire - documenti per viaggi all’estero di minori” sulla home page di questo sito.

Visto di ingresso: obbligatorio (dal 1° ottobre 2011). Si consiglia di verificare con l’Ambasciata di Libia a Roma e con i Consolati libici in Italia le procedure di richiesta del visto. Per i visti d’affari, la persona fisica o giuridica deve avanzare richiesta presso l’Ufficio Immigrazione libico di residenza.

I titolari di passaporto diplomatico o di servizio sono esentati dal visto per soggiorni fino a 90 giorni.

Il rilascio di visti turistici da parte delle Autorità diplomatiche e consolari libiche è soggetto a massima discrezionalità. Si ricorda, comunque, che i viaggi non a carattere professionale sono, al momento, fortemente e assolutamente sconsigliati. 
Il precedente “timbro di registrazione” di colore verde, triangolare, non è più utilizzato. Al suo posto, le Autorità libiche stanno progressivamente introducendo un nuovo timbro, di colore blu, che va apposto entro cinque giorni dall’ingresso nel Paese. L’operazione può essere effettuata rivolgendosi all’albergo presso il quale si alloggia, oppure recandosi in un posto di polizia. La norma testé descritta risulta, ad oggi, solo parzialmente applicata. Non sono state registrate criticità all’uscita dal Paese per coloro che non avevano detto timbro sul passaporto.

Visti di lavoro: Si è in attesa di ricevere dalle Autorità libiche informazioni aggiornate sulle nuove procedure da seguire per ottenere il visto per lavoro e per la residenza. Il Governo libico ha preannunciato l’introduzione del visto obbligatorio per tutti gli stranieri, compresi i cittadini dei Paesi arabi e africani.

Formalità valutarie e doganali:
E’ vietato esportare dinari libici, che non sono in ogni caso convertibili all’estero. Per cambiare all'uscita i dinari rimasti viene spesso richiesto di esibire le ricevute dei cambi effettuati durante il soggiorno.
E’ tassativamente vietata l’importazione di bevande alcoliche mentre è fortemente sconsigliato importare salumi.

 


Sicurezza

Per le segnalazioni più recenti sulla situazione di sicurezza consultare l’Avviso Particolare.

QUADRO GENERALE
Il quadro di sicurezza del Paese è progressivamente peggiorato nel corso del 2014 raggiungendo un livello di deterioramento tale da sconsigliare viaggi in tutto il Paese.

Proseguono gli scontri tra milizie in Tripolitania al momento localizzati nella parte occidentale della Regione. A seguito dei bombardamenti che hanno interessato l’aeroporto militare di Tripoli (Maitiga) l’operatività dello scalo, al momento aperto, è limitata. Egitto e Tunisia hanno chiuso il loro spazio aereo ai voli provenienti dagli aeroporti di Maitiga e di Misurata. Ulteriori bombardamenti hanno interessato la periferia di Zuwara, situata sulla costa occidentale del Paese. Attacchi aerei si sono anche verificati sulla città di Misurata, in particolare contro l’aeroporto internazionale, il porto e alcune strutture industriali, senza tuttavia causare danni materiali, né vittime.

Ugualmente, in Cirenaica si sono verificati attentati suicidi (dicembre 2013 e aprile 2014) nonché sequestri di cittadini occidentali. Inoltre, alcuni gruppi estremisti della zona sono probabilmente gli artefici dell’uccisione di cittadini egiziani e siriani di religione cristiana (febbraio e marzo 2014). A Bengasi continuano i pesanti scontri armati tra milizie di fazioni contrapposte, così come tra queste ultime e le forze governative, in alcuni casi anche con bombardamenti aerei. Si ricorda che a seguito dell’attentato del 12 gennaio 2013 è stata disposta la sospensione temporanea dei servizi del Consolato Generale a Bengasi. In tutta la Cirenaica la situazione di sicurezza è progressivamente deteriorata, pertanto è assolutamente sconsigliata la presenza di connazionali dovunque e con particolare riguardo alla Città di Derna.

Anche nell’area urbana di Tripoli si sono verificati scontri armati ed episodi ostili che testimoniano un sensibile innalzamento della tensione e confermano la permanenza di un significativo livello di rischio anche all’interno dei centri urbani, che può potenzialmente interessare tutto il personale espatriato. Tali circostanze inoltre evidenziano la complessiva fragilità del quadro di sicurezza in Libia, minato da fattori di diversa matrice, all’interno del quale possono trovare spazio anche azioni di natura terroristica. Permangono in tutto il Paese elementi di tensione suscettibili di trovare repentine manifestazioni in forma non pacifica, che fanno leva sulla perdurante impossibilità per le forze dell’ordine governative di garantire un effettivo controllo del territorio.

ZONE A RISCHIO:  CIRENAICA, SUD DEL PAESE E OVEST DEL PAESE, LA FASCIA COSTIERA DELLA TRIPOLITANIA DALLA TUNISIA FINO A MISURATA

- ZONE SICURE: Al momento non vi sono zone che possano essere considerate completamente sicure nel Paese.

AVVERTENZE E SUGGERIMENTI
Per chi decide di recarsi comunque nel Paese, si consiglia di consultare l’Avviso Particolare pubblicato su questo sito per le segnalazioni più recenti relative alla situazione di sicurezza.
Si raccomanda, in particolare, di limitare allo stretto necessario gli spostamenti sul territorio, anche nelle aree urbane, soprattutto dopo il tramonto, e ad evitare, ove possibile, lo stazionamento incustodito delle vetture. Si raccomanda di adottare particolare attenzione e di evitare gli assembramenti, specialmente durante i fine settimana e dopo la preghiera del venerdì.
Si registra un forte aumento della criminalità comune a Tripoli: sono aumentati gli episodi di “car-jacking” e le rapine ai danni di stranieri. A tale riguardo, si raccomanda di evitare l’uso di taxi individuali. Ove possibile, si raccomanda di effettuare gli spostamenti sul territorio avvalendosi di autisti di fiducia, concordando preventivamente i termini del trasporto.
Come segnalato più sopra, anche a seguito dei recenti accadimenti, si sottolinea che la sicurezza non appare del tutto garantita nemmeno nei grandi hotel di Tripoli, che sono usualmente frequentati da stranieri.
Si consiglia ai connazionali di registrare i dati relativi al viaggio sul sito DoveSiamoNelMondo.Si raccomanda altresì - una volta in loco - di recare con sé copia dei propri documenti e titoli di viaggio, conservando gli originali in luoghi custoditi (albergo, etc.).


Situazione sanitaria

Strutture sanitarie: Le strutture sanitarie erano precarie e non conformi agli standard europei prima della rivoluzione e la situazione è ulteriormente peggiorata per il forte afflusso di feriti dal fronte e la partenza dal Paese di numerosi medici ed infermieri stranieri. Ogni qualvolta sia possibile, si consiglia pertanto il trasporto del paziente verso Italia, Tunisia o Malta. Malgrado la presenza di numerose farmacie, molti medicinali non sono reperibili. Chi avesse bisogno di medicine particolari deve ricordare di portarle dall’Italia.

Malattie presenti: nulla da segnalare.

Avvertenze: E’ assolutamente indispensabile sottoscrivere, prima di partire, un’assicurazione sanitaria che copra le spese per un’eventuale trasferimento aereo del malato, considerando però che le evacuazioni mediche dalla Libia sono per il momento estremamente problematiche.
In caso di necessità è preferibile rivolgersi all’Ambasciata o al Consolato per suggerimenti o consigli del caso.
Si consiglia di bere solo acqua minerale in bottiglia, controllando che il tappo sia correttamente sigillato. Non aggiungere ghiaccio nelle bevande. È sconsigliato mangiare verdura cruda e frutta non sbucciata e molluschi.
Si segnala infine che si sono registrati casi di avvelenamento a seguito del consumo di alcolici preparati in casa e/o distribuiti illegalmente. Nel rimarcare i rischi per la salute di tale pratica, si ricorda che in Libia vige il divieto assoluto di produzione e consumo di bevande alcoliche.

Il certificato di vaccinazione contro la febbre gialla è obbligatorio per i viaggiatori provenienti dai Paesi a rischio di trasmissione della malattia.

Cliniche private
Libyan Swiss Clinic
Tel. 021 3619693

Clinica Al Afia
Gasser Ben Geshier
Tel. 021 5633051-4  /  021 5633900-4
Fax. 021 5633055

Clinica St. James
Wesayat El Bderi, Ben Ashur
091 335 8962
Tel 021 3620242-3
Fax. 021 3620241
e-mail: libya@stjameshospital.com


Viabilità

L’aeroporto internazionale di Tripoli, teatro di pesanti scontri nei mesi di luglio e di agosto 2014, che hanno causato decine di vittime e molti feriti, nonché ingenti danni materiali allo scalo, rimane chiuso. L’Alitalia ha interrotto i collegamenti tra Italia e Libia dal 12 luglio. A seguito dei bombardamenti che hanno interessato anche l’aeroporto militare di Tripoli (Maitiga) l’operatività dello scalo, al momento aperto, è limitata. Egitto e Tunisia hanno chiuso il loro spazio aereo ai voli provenienti dagli aeroporti di Maitiga e di Misurata. Attacchi aerei si sono anche verificati sulla città di Misurata, in particolare contro l’aeroporto internazionale, il porto e alcune strutture industriali, senza tuttavia causare danni materiali, né vittime. A seguito di questi eventi la Turkish Airlines ha sospeso i voli su Misurata, a data da destinarsi.

Il valico di frontiera libico-tunisino di Ras Jadir è spesso sottoposto a misure di temporanea chiusura, ovvero di pagamento di tasse che determinano lunghe attesa in uscita dalla Libia verso la Tunisia. I valichi di frontiera terrestre con l’Egitto risultano al momento attraversabili.

Si ricorda che la Libia ha unilateralmente dichiarato, a partire dal 2005, la sussistenza di diritti esclusivi di pesca su un’area di mare estesa fino a 74 miglia dalla propria costa e dalla linea che chiude idealmente il golfo della Sirte. Sebbene tale atto si ponga in contrasto con le norme pattizie (UNCLOS del 1982, di cui la Libia non è parte) e consuetudinarie internazionali che regolano il diritto del mare, e non sia mai stato riconosciuto da Paesi terzi, le autorità libiche applicano in maniera rigida misure sanzionatorie nei confronti delle imbarcazioni straniere intente a pescare in detta area di mare. L’applicazione di tali misure si è concretizzata, anche recentemente, nell’intercettazione, sequestro e detenzione dei pescherecci stranieri e dei loro equipaggi da parte delle autorità libiche e delle milizie locali. Sono state parimenti applicate consistenti sanzioni pecuniarie, oltre a provvedimenti di confisca delle attrezzature di pesca e dell’eventuale pescato.

Patente: è necessaria la traduzione in arabo dei dati contenuti in quella italiana.