Dati del paese

 Libia (LAR) - Africa

mappa della Libia

Capitale:TRIPOLI

Popolazione: 6.000.000 di cittadini, più un numero imprecisato di stranieri(stimato tra uno e  due milioni nel 2010, quasi sempre clandestini). In maggioranza hanno lasciato il Paese durante la rivoluzione.

Superficie: 1.759.540 km2, circa sei volte quella dell'Italia.

Fuso orario: un’ora avanti rispetto all’Italia, il Paese non e’ passato all’ora legale.

Lingue: arabo, poco diffuse, se non a livello elementare/scolastico, le lingue straniere. Tra queste maggiormente conosciute l'italiano e l'inglese.

Religioni: musulmana. Rispettato il culto delle altre religioni, in particolare quella cristiana (chiese cattoliche a Tripoli e Bengasi).

Moneta: Dinaro Libico (DL).    Al 25 settembre 2012 il cambio è pari a 1 Euro=1,69 LYD.

Prefisso telefonico dall’Italia: 00218

 

Meteo

 Dati meteo non disponibili

 

Ambasciate e Consolati

Ambasciata d'Italia a TRIPOLI
Dal 1 agosto 2012 l’Ambasciata d’Italia è tornata ad operare presso la sede demaniale di Shara Uahran, 1 p.o. box 912.
I recapiti sono i seguenti:
email: Ambasciata.tripoli@esteri.it
tel. +218 21 333.41.31
+218 21 333.41.32
+218 21 333.11.93
fax +218 21 333.16.73
00218 91 320 1848 (cellulare di servizio)

 

Indirizzi utili

Dove siamo nel mondo

Stai per visitare questo paese?
Registra il tuo viaggio nel sito "Dove siamo nel mondo" per essere rintracciato in caso di emergenza.

  1. Vai al sito dove siamo nel mondo

Consulta la scheda


Visualizza e stampa la scheda Visualizza e stampa la scheda

 

Schede paesi limitrofi



Prima di partire

Sono presenti contenuti su questo paese nella sezione Salute in viaggio

Centri di vaccinazione

Lista completa di tutti i centri di vaccinazione sul territorio italiano.

 

Passaporto

Guida completa per il rilascio del passaporto, dal sito della Polizia di Stato.

  1. vai al sito

 

Patente internazionale

Tutte le informazioni utili per ottenere in Italia la patente internazionale di guida, dal sito dell'ACI.

  1. vai al sito

 

Tassi di cambio

Convertitore aggiornato con tutte le valute del mondo, a cura della Banca d'Italia

  1. vai al sito


Servizio realizzato in collaborazione con:

logo ACI

Home > I Paesi > Libia

Avvisi particolari

Diffuso il 27.07.2014. Tuttora valido.

Continuano i gravi scontri fra milizie nei pressi dell’aeroporto internazionale di Tripoli, che hanno causato decine di vittime e molti feriti. Lo scalo permane chiuso, mentre si segnala che voli occasionali sono ripresi dall’aeroporto militare di Mitiga (Tripoli) e da quello di Misurata. Si tratta comunque di voli non garantiti su cui non si può fare pieno affidamento.

A fronte del progressivo deterioramento della situazione di sicurezza in Libia e dei recenti scontri che stanno interessando in questo periodo in particolare la capitale, si ribadisce ai connazionali il pressante invito a non recarsi in Libia ed a quelli tuttora presenti a lasciare temporaneamente il Paese. L'Ambasciata d'Italia, che in questi giorni ha offerto un concreto sostegno a coloro che hanno manifestato l’intenzione di lasciare Tripoli, rimane aperta e regolarmente funzionante. Si raccomanda vivamente ai connazionali di mantenere sempre informata l'Ambasciata d'Italia sulla propria dislocazione e su eventuali movimenti.

A Bengasi sono frequenti gli scontri armati tra milizie di fazioni contrapposte, così come tra queste ultime e le forze governative. Ugualmente, in Cirenaica si sono verificati attentati suicidi (dicembre 2013 e aprile 2014) nonché sequestri di cittadini occidentali. Inoltre, alcuni gruppi estremisti della zona sono probabilmente gli artefici dell’uccisione di cittadini egiziani e siriani di religione cristiana (febbraio e marzo 2014).

Anche nell’area urbana di Tripoli si sono verificati scontri armati ed episodi ostili che testimoniano un sensibile innalzamento della tensione e confermano la permanenza di un significativo livello di rischio anche all’interno dei centri urbani, che può potenzialmente interessare tutto il personale espatriato. Tali circostanze inoltre evidenziano la complessiva fragilità del quadro di sicurezza in Libia, minato da fattori di diversa matrice, all’interno del quale possono trovare spazio anche azioni di natura terroristica. Permangono in tutto il Paese elementi di tensione suscettibili di trovare repentine manifestazioni in forma non pacifica, che fanno leva sulla perdurante impossibilità per le forze dell’ordine governative di garantire un effettivo controllo del territorio.

Azioni ostili contro stranieri si sono verificati anche nella parte nord-occidentale della Libia, in particolare nel tratto costiero tra Sabratha e Zuwara (gennaio 2014).

Nel deserto a sud-ovest del Paese si sono verificati violenti scontri tra opposte tribù (gennaio 2014), che hanno fatto registrare decine di vittime. Si informa che l’Ambasciata d’Italia a Tripoli è aperta, operativa e sempre contattabile.

Raccomandazioni

Si informa che le l'Ambasciata d'Italia a Tripoli è aperta,operativa contattabile.

Il livello di allerta tra la comunità straniera presente in Libia é particolarmente elevato.
Si raccomanda pertanto ai connazionali presenti a qualsiasi titolo nel Paese di adottare opportune cautele. Si raccomanda, in particolare, di limitare allo stretto necessario gli spostamenti sul territorio, anche nelle aree urbane, soprattutto dopo il tramonto, e ad evitare, ove possibile, lo stazionamento incustodito delle vetture. Si raccomanda di adottare particolare attenzione e di evitare nel limite del possibile gli assembramenti, specialmente durante i fine settimana e dopo la preghiera del venerdì, e di tenersi costantemente aggiornati sulla situazione di sicurezza nel Paese.

Come segnalato più sopra, anche a seguito dei recenti accadimenti, si sottolinea che la sicurezza non appare del tutto garantita nemmeno nei grandi hotel di Tripoli, che sono usualmente frequentati da stranieri.

Si ricorda che a seguito dell’attentato del 12 gennaio 2013, è stata disposta la sospensione temporanea dei servizi del Consolato Generale a Bengasi. Con specifico riguardo a tale città, alla luce del nuovo scenario di sicurezza e considerata la sospensione dell’attività del Consolato Generale, è assolutamente sconsigliata la presenza di connazionali nell’area.

Le visite a carattere professionale nella capitale e in Tripolitania, se motivate da necessità imperative e indifferibili, devono essere svolte adottando ogni possibile misura prudenziale.
Gli alti rischi connessi a ulteriori possibili manifestazioni violente, ancorché non dirette contro cittadini stranieri, inducono a raccomandare estrema cautela negli spostamenti in città, che si invita a limitare quanto più possibile.  Si raccomanda, in particolare, la puntuale programmazione degli incontri e dei movimenti sul territorio, che dovranno essere comunicati in anticipo all’Ambasciata e al Consolato Generale a Tripoli.

Si registra un forte aumento della criminalità comune a Tripoli: si sono moltiplicati nelle ultime settimane gli episodi di “carjacking” e le rapine ai danni di stranieri. A tale riguardo, si raccomanda di evitare l’uso di taxi individuali. Ove possibile, si raccomanda di effettuare gli spostamenti sul territorio avvalendosi di autisti di fiducia, concordando preventivamente i termini del trasporto.

Alla luce delle tensioni citate nei paragrafi precedenti con specifico riguardo alla città di Tripoli, è fortemente sconsigliata la partecipazione a fiere ed ad eventi promozionali con ampia partecipazione collettiva, sia a carattere istituzionale che privata.

Si sottolinea inoltre l’imprescindibilità, per gli operatori economici, di guardare al mercato libico, in questa fase, con un approccio cauto e oggettivo, in particolare con riferimento alla possibilità di acquisire commesse pubbliche.

Infatti, se da un lato non possono essere taciute le enormi potenzialità che si dischiuderanno allorquando il processo di ricostruzione del Paese avrà avvio, dall’altro non può non sottolinearsi con preoccupazione come, ad oltre due anni dalla Rivoluzione che ha portato al crollo del regime di Gheddafi, detto processo non abbia ancora visto la luce e l’economia pubblica libica perduri in una condizione di stallo, vittima del blocco decisionale e amministrativo che caratterizza l’operato attuale delle istituzioni pubbliche libiche.

Né può ragionevolmente essere nutrita una speranza di superare detto blocco nel breve periodo, alla luce delle involuzioni politiche e delle tensioni sociali sopra ricordate.

Appare dunque di assoluta importanza, al fine di non generare aspettative non realizzabili, che gli operatori adottino un approccio di medio-lungo termine nella programmazione del ritorno potenziale degli investimenti per l’ingresso sul mercato libico.

Sono più in generale assolutamente sconsigliate le visite di natura turistica.

Si ricorda che la Libia ha unilateralmente dichiarato, a partire dal 2005, la sussistenza di diritti esclusivi di pesca su un’area di mare estesa fino a 74 miglia dalla propria costa e dalla linea che chiude idealmente il golfo della Sirte. L’applicazione di tali misure si è concretizzata, anche recentemente, nell’intercettazione, sequestro e detenzione dei pescherecci stranieri e dei loro equipaggi da parte delle autorità libiche e delle milizie locali. Sono state parimenti applicate consistenti sanzioni pecuniarie, oltre a provvedimenti di confisca delle attrezzature di pesca e dell’eventuale pescato.

Si prega di consultare la scheda Paese presente su questo stesso sito per informazioni di maggiore dettaglio sul quadro di sicurezza e su viabilità e trasporti.

L'Ambasciata d’Italia a Tripoli è stata riaperta il 2 settembre 2011. Dal 1 agosto 2012 gli uffici sono stati ristabiliti presso la sede di Shara Uahran, Dhara, Tripoli. L’Ambasciata può essere contattata scrivendo all’indirizzo di posta elettronica ambasciata.tripoli@esteri.it. I contatti telefonici sono i seguenti: +218.21.3334131/32, +218 21 3331193 (linee fisse), +218.91.3201848 (cellulare di servizio) e +218 213331673 (fax). La cancelleria Consolare dell’Ambasciata è pienamente operativa dal 15 dicembre 2011. Tutti i recapiti sono reperibili consultando il sito web www.constripoli.esteri.it.


Si consiglia ai connazionali di registrare i dati relativi al viaggio sul sito Dovesiamonelmondo.it     

Si ricorda, infine, l’opportunità di consultare la guida predisposta dal Ministero della Salute al presente link, nonché di sottoscrivere – prima della partenza – una assicurazione che copra eventuali spese sanitarie (anche per il rimpatrio o il trasferimento aereo in un altro Paese).

 



 

Informazioni generali

ATTENZIONE: QUESTA SEZIONE E’ DA CONSIDERARSI PROVVISORIA IN ATTESA DI CONFERMA O CAMBIO DELLE NORME SULL’IMMIGRAZIONE DA PARTE DELLE NUOVE AUTORITA’ LIBICHE

Passaporto:
obbligatorio, con validità residua di almeno sei mesi al momento dell’arrivo nel Paese ed una pagina intera libera. Non è ammesso nessun altro documento di viaggio.

Benché le Autorità locali non abbiano emesso alcuna comunicazione ufficiale al riguardo, risulta attualmente disapplicata la norma che imponeva di apporre sul passaporto un timbro con la traduzione in arabo dei dati anagrafici.
In vigenza dell’obbligo di cui sopra, il timbro bilingue era disponibile presso le Questure.

La normativa vigente dispone tutt’ora che l’ingresso in Libia è proibito a chi abbia sul passaporto il visto di Israele o qualsiasi altro segno/timbro/annotazione indicante un soggiorno o un transito in Israele.

Viaggi all’estero dei minori: si prega di consultare il Focus: “Prima di partire - documenti per viaggi all’estero di minori” sulla home page di questo sito.

Visto di ingresso: obbligatorio (dal 1° ottobre 2011). Si consiglia di verificare con l’Ambasciata di Libia a Roma e con i Consolati libici in Italia le procedure di richiesta del visto. Per i visti d’affari, la persona fisica o giuridica deve avanzare richiesta presso l’Ufficio Immigrazione libico di residenza.

I titolari di passaporto diplomatico o di servizio sono esentati dal visto per soggiorni fino a 90 giorni.

Il rilascio di visti turistici da parte delle Autorità diplomatiche e consolari libiche è soggetto a massima discrezionalità. Si ricorda, comunque, che i viaggi non a carattere professionale sono, al momento, fortemente e assolutamente sconsigliati. 
Il precedente “timbro di registrazione” di colore verde, triangolare, non è più utilizzato. Al suo posto, le Autorità libiche stanno progressivamente introducendo un nuovo timbro, di colore blu, che va apposto entro cinque giorni dall’ingresso nel Paese. L’operazione può essere effettuata rivolgendosi all’albergo presso il quale si alloggia, oppure recandosi in un posto di polizia. La norma testé descritta risulta, ad oggi, solo parzialmente applicata. Non sono state registrate criticità all’uscita dal Paese per coloro che non avevano detto timbro sul passaporto.

Visti di lavoro: Si è in attesa di ricevere dalle Autorità libiche informazioni aggiornate sulle nuove procedure da seguire per ottenere il visto per lavoro e per la residenza. Il Governo libico ha preannunciato l’introduzione del visto obbligatorio per tutti gli stranieri, compresi i cittadini dei Paesi arabi e africani.

Formalità valutarie e doganali:
E’ vietato esportare dinari libici, che non sono in ogni caso convertibili all’estero. Per cambiare all'uscita i dinari rimasti viene spesso richiesto di esibire le ricevute dei cambi effettuati durante il soggiorno.
E’ tassativamente vietata l’importazione di bevande alcoliche mentre è fortemente sconsigliato importare salumi.

 


Sicurezza

- QUADRO GENERALE

Il quadro di sicurezza del Paese e’ progressivamente peggiorato nel corso del 2013 raggiungendo un livello di deterioramento tale da sconsigliare viaggi soprattutto nella zona est del paese, la piu’ a rischio per quanto riguarda rapimenti e attentati terroristici.

In generale, la mancanza di una forza di polizia in grado di garantire il mantenimento della sicurezza su tutto il territorio rende la situazione del paese alquanto rischiosa. Sono aumentati gli episodi di criminalita’, quali rapine alle auto in corsa e rapimenti a scopo estorsivo. Inoltre, la grande diffusione di armi da fuoco nella popolazione, impiegati anche a scopi celebrativi, rende elevato il rischio di essere raggiunti da colpi di ricaduta.

A cio’ si aggiunge la presenza capillare delle milizie rivoluzionarie, che a distanza di tre anni dal rovesciamento del regime di Gheddafi non hanno ancora abbandonato le armi. Il controllo reale del territorio e’ in capo a queste milizie e lo scoppio di tensioni tra i differenti gruppi ha generato gli episodi piu’ pericolosi degli ultimi mesi, come quello verificatosi a Tripoli il 7 novembre 2013 tra le truppe di Misurata e Suq Al Juma oppure gli scontri tra Warshaffana e Zintan qualche mese piu’ tardi.

A monte si e’ verificato, negli ultimi mesi del 2013 e nei primi del 2014, il progressivo indebolimento del Governo guidato da Ali Zidan, il quale ha subito anche un breve rapimento il 10 ottobre 2013. La protesta della popolazione contro l’evidente impotenza dell’esecutivo di fronte alle milizie ha generato proteste di piazza in tutto il paese, soprattutto dopo la scadenza formale del Congresso, il 7 febbraio 2013. La fragilita’ dell’esecutivo ha anche permesso il ritorno di forze lealiste, che avevano brevemente preso il controllo di un aeroporto nel sud del Paese, nei pressi di Sebha, alla fine di gennaio 2014.

- ZONE A RISCHIO:  CIRENAICA, SUD DEL PAESE E OVEST DEL PAESE TRANNE LA FASCIA COSTIERA DELLA TRIPOLITANIA DALLA TUNISIA FINO A MISURATA.
Tutta la parte est della Libia e’ di fatto fuori dal controllo statale, per cui e’ assolutamente sconsigliato qualsiasi tipo di viaggio nella zona, compresa la citta’ di Bengasi, dove avvengono con cadenza quotidiana omicidi mirati di uomini delle forze dell’ordine e cittadini occidentali. Il 17 gennaio 2014 due lavoratori italiani sono stati rapiti nelle vicinanze di Derna, mentre si recavano in un cementificio. Sono stati successivamente liberati il 7 febbraio. Lo scorso 25 febbraio 2014 sono stati ritrovati in una spiaggia nei pressi di Bengasi i corpi di 7 egiziani, cristiani di rito copto, uccisi secondo le modalita’ tipiche di un’esecuzione. Il 23 dicembre 2013 si è verificato anche il primo attentato suicida in Libia nella base militare di Barsis, a 50 km da Bengasi. Un’autobomba guidata da un kamikaze è stata fatta esplodere all’ingresso della base, uccidendo almeno sette persone e ferendone alcune decine.
In Cirenaica e’ particolarmente radicata la presenza di gruppi terroristici di matrice islamica, come Ansar Al Sharia, che hanno con le loro azioni preso di mira qualsiasi presenza occidentale nell’area. Il 25 novembre 2013 erano scoppiati pesanti scontri sempre a Bengasi tra forze regolari e le milizie islamiche di Ansar Al Sharia, al fine di far uscire queste ultime dalla città. Sono stati utilizzati da entrambe le parti armamenti pesanti, e gli scontri hanno causato circa una ventina di vittime e oltre 50 feriti.

- ZONE DI CAUTELA: FASCIA COSTIERA DELLA TRIPOLITANIA FINO A MISURATA.
Nella citta’ di Tripoli e nelle cittá della fascia costiera dalla Tunisia a Misurata e’ necessario prestare la massima attenzione, evitare gli spostamenti non indispensabili e soprattutto quelli nelle ore serali. La capitale e’ sovente teatro di manifestazioni contro il Governo e il Congresso, che occasionalmente possono diventare violente, come acceduto il 2 marzo scorso, quando dei manifestanti sono entrati nella sede del Congresso danneggiandola gravemente e ferendo 5 membri.
Nonostante le milizie esterne a Tripoli abbiano lasciato i loro presidi dopo gli scontri del 15 novembre 2013, non si puo’ escludere che nuove tensioni le portino di nuovo a confrontarsi nella capitale. I pesanti scontri che sono avvenuti nel centro della citta’ il 7 novembre 2013 non hanno risparmiato i grandi hotel dove usualmente alloggiano gli stranieri di passaggio, che quindi non si possono considerare del tutto sicuri. Sono cresciuti anche gli episodi di criminalita’ ai danni di stranieri, tra cui si segnala il rapimento del funzionario per il commercio estero dell’Ambasciata di Corea.
Un grave episodio si è verificato il 2 gennaio scorso, quando sono stati uccisi a sangue freddo un cittadino inglese e una donna neozelandese in una spiaggia nei pressi di Mellitah, a circa 90 km a ovest di Tripoli. La dinamica dell’uccisione non è stata chiarita ma si tratta in ogni caso di un fatto di estrema gravità, il primo nei confronti di cittadini occidentali in Tripolitania.

- ZONE SICURE: Al momento non vi sono zone che possano essere considerate completamente sicure nel Paese.

- AVVERTENZE E SUGGERIMENTI
Per chi decide di recarsi comunque nel Paese, si consiglia di consultare l’Avviso Particolare pubblicato su questo sito per le segnalazioni piu’ recenti relative alla situazione di sicurezza.
Si raccomanda, in particolare, di limitare allo stretto necessario gli spostamenti sul territorio, anche nelle aree urbane, soprattutto dopo il tramonto, e ad evitare, ove possibile, lo stazionamento incustodito delle vetture. Si raccomanda di adottare particolare attenzione e di evitare gli assembramenti, specialmente durante i fine settimana e dopo la preghiera del venerdì.
Si registra un forte aumento della criminalità comune a Tripoli: sono aumentati gli episodi di “car-jacking” e le rapine ai danni di stranieri. A tale riguardo, si raccomanda di evitare l’uso di taxi individuali. Ove possibile, si raccomanda di effettuare gli spostamenti sul territorio avvalendosi di autisti di fiducia, concordando preventivamente i termini del trasporto.
Come segnalato più sopra, anche a seguito dei recenti accadimenti, si sottolinea che la sicurezza non appare del tutto garantita nemmeno nei grandi hotel di Tripoli, che sono usualmente frequentati da stranieri.
Si consiglia ai connazionali di registrare i dati relativi al viaggio sul sito DoveSiamoNelMondo.Si raccomanda altresì - una volta in loco - di recare con sé copia dei propri documenti e titoli di viaggio, conservando gli originali in luoghi custoditi (albergo, etc.).

 

 


Situazione sanitaria

Strutture sanitarie: Le strutture sanitarie erano precarie e non conformi agli standard europei prima della rivoluzione e la situazione è ulteriormente peggiorata per il forte afflusso di feriti dal fronte e la partenza dal Paese di numerosi medici ed infermieri stranieri. Ogni qualvolta sia possibile, si consiglia pertanto il trasporto del paziente verso Italia, Tunisia o Malta. Malgrado la presenza di numerose farmacie, molti medicinali non sono reperibili. Chi avesse bisogno di medicine particolari deve ricordare di portarle dall’Italia.

Malattie presenti: nulla da segnalare.

Avvertenze: E’ assolutamente indispensabile sottoscrivere, prima di partire, un’assicurazione sanitaria che copra le spese per un’eventuale trasferimento aereo del malato, considerando però che le evacuazioni mediche dalla Libia sono per il momento estremamente problematiche.
In caso di necessità è preferibile rivolgersi all’Ambasciata o al Consolato per suggerimenti o consigli del caso.
Si consiglia di bere solo acqua minerale in bottiglia, controllando che il tappo sia correttamente sigillato. Non aggiungere ghiaccio nelle bevande. È sconsigliato mangiare verdura cruda e frutta non sbucciata e molluschi.
Si segnala infine che si sono registrati casi di avvelenamento a seguito del consumo di alcolici preparati in casa e/o distribuiti illegalmente. Nel rimarcare i rischi per la salute di tale pratica, si ricorda che in Libia vige il divieto assoluto di produzione e consumo di bevande alcoliche.

Il certificato di vaccinazione contro la febbre gialla è obbligatorio per i viaggiatori provenienti dai Paesi a rischio di trasmissione della malattia.

Cliniche private
Libyan Swiss Clinic
Tel. 021 3619693

Clinica Al Afia
Gasser Ben Geshier
Tel. 021 5633051-4  /  021 5633900-4
Fax. 021 5633055

Clinica St. James
Wesayat El Bderi, Ben Ashur
091 335 8962
Tel 021 3620242-3
Fax. 021 3620241
e-mail: libya@stjameshospital.com


Viabilità

Il 17 dicembre 2012 il Congresso Nazionale, d’intesa con il Primo Ministro, ha disposto la chiusura temporanea delle frontiere terrestri della Libia con Sudan, Chad, Niger e Algeria, stabilendo contestualmente che le province meridionali del Paese siano considerate “zone militari chiuse” sottoposte al controllo di un governatore militare dotato di poteri straordinari per il contrasto all’immigrazione clandestina.

Si segnala, inoltre, che i valichi di frontiera terrestre con l’Egitto sono attraversabili. Il valico di frontiera libico-tunisino di Ras Jader è sovente sottoposto a misure di temporanea chiusura per contrastare i flussi di armi e beni esportati illegalmente dalla Libia. Per tale ragione si registrano lunghe attese in uscita dalla Libia verso la Tunisia.

Si rende noto inoltre che l’Alitalia ha riattivato il collegamento aereo Roma - Tripoli il 2  novembre 2011, con una frequenza di sei voli settimanali.

Si segnala infine che voli commerciali regolari collegano il Paese con la Germania, l’Austria, la Gran Bretagna, la Turchia, la Tunisia, l’Egitto, gli Emirati Arabi Uniti, il Qatar e Malta. Sono attivi i voli interni fra Tripoli e Bengasi, nonché i collegamenti aerei tra queste città ed altri centri urbani del Paese (Tobruk, Ghadames, Ghat, Sebha, Kufra).

Si ricorda che la Libia ha unilateralmente dichiarato, a partire dal 2005, la sussistenza di diritti esclusivi di pesca su un’area di mare estesa fino a 74 miglia dalla propria costa e dalla linea che chiude idealmente il golfo della Sirte. Sebbene tale atto si ponga in contrasto con le norme pattizie (UNCLOS del 1982, di cui la Libia non è parte) e consuetudinarie internazionali che regolano il diritto del mare, e non sia mai stato riconosciuto da Paesi terzi, le autorità libiche applicano in maniera rigida misure sanzionatorie nei confronti delle imbarcazioni straniere intente a pescare in detta area di mare. L’applicazione di tali misure si è concretizzata, anche recentemente, nell’intercettazione, sequestro e detenzione dei pescherecci stranieri e dei loro equipaggi da parte delle autorità libiche e delle milizie locali. Sono state parimenti applicate consistenti sanzioni pecuniarie, oltre a provvedimenti di confisca delle attrezzature di pesca e dell’eventuale pescato.

Patente: è necessaria la traduzione in arabo dei dati contenuti in quella italiana.