Diarrea del viaggiatore

Che cos'è?

La diarrea del viaggiatore è un evento molto comune: circa il 20-50% dei viaggiatori verso paesi caldi manifestano un episodio diarroico, di solito breve (meno di 48-72 ore) e di gravità limitata. La malattia viene definita come ³ 3/4 evacuazioni di feci non formate nell'arco di 24 ore con > 1 sintomo di malattia enterica (nausea, vomito, crampi addominali, febbre, tenesmo, feci ematiche). I fattori di rischio comprendono il paese di origine (sono più suscettibili coloro che provengono da paesi industrializzati), la destinazione, la suscettibilità individuale, l'esposizione ad alimenti o acqua contaminati. Le cause possono essere molteplici: batteri, virus, parassiti, ma talora anche lo stress del viaggio, il cambio dell'alimentazione, il clima, l'altitudine possono scatenare una diarrea. E' una sindrome caratterizzata da diarrea di variabile intensità (da poche scariche a diarrea liquida, raramente con sangue e muco), che può essere associata a dolori addominali, nausea, meteorismo, malessere generale e talora febbre. I sintomi si manifestano in genere nei primi giorni (2 settimane) dall'arrivo nell'area a rischio, ma possono insorgere in qualunque momento del viaggio e talora ripresentarsi nel corso dello stesso soggiorno. L'evoluzione è favorevole; i casi non trattati guariscono in 1-5 giorni, ma talvolta la malattia può avere un decorso più prolungato protraendosi fino a 10 giorni. Tra i microrganismi responsabili Escherichia coli enterotossigeno ed enteroaggregativo sono di gran lunga gli agenti patogeni più comuni.

Chi è a rischio?

La diarrea dei viaggiatori colpisce circa il 40% di coloro che si recano in area tropicale. Per quel che riguarda la distribuzione geografica vengono definite tre zone del mondo in cui è possibile contrarre tale malattia con un rischio minimo (America del Nord, Europa occidentale, Australia), intermedio (Europa meridionale) e massimo (Africa, Asia, America Meridionale e Centrale, Medio Oriente).
Gli agenti patogeni sono trasmessi all’uomo per via oro-fecale, attraverso il consumo di acqua e alimenti contaminati ma anche attraverso balneazione soprattutto se effettuata in acque dolci. Le mosche possono fungere da “trasportatori” passivi degli agenti infettivi portandoli da un alimento all’altro.

Cosa si può fare per prevenirla?

Non è disponibile, al momento attuale, un vaccino. Il principale provvedimento per ridurre il rischio di contrarla è seguire con scrupolo i suggerimenti forniti nei capitoli dedicati all’igiene alimentare ed alla purificazione dell’acqua (Vedi sezione dedicata). La profilassi farmacologica (chemioprofilassi) è indicata soltanto in alcune circostanze e deve essere valutata attentamente ed in modo individuale dal Medico. In chemioprofilassi possono essere utilizzati farmaci.

Linee di comportamento in caso di diarrea del viaggiatore

  • Diarrea lieve-moderata: due scariche nelle 24 ore e buone condizioni generali, senza febbre. Non muco né sangue nelle feci. Aumentare l'assunzione di acqua cui è consigliabile aggiungere i "sali di reidratazione orali", dieta leggera. Mantenersi vicini ai centri abitati per raggiungere in breve tempo un servizio di assistenza sanitaria.
  • Diarrea lieve-moderata ma causa di disagio per il programma di viaggio: sintomi come sopra, ma impedimento a proseguire nell'itinerario stabilito o a partecipare a riunioni o attività importanti. Come sopra + assumere farmaci sintomatici (loperamide...ma non tutti gli esperti concordano con questa indicazione) ed antibiotici: ciprofloxacina 500 mg due volte al giorno per 3 giorni (no se <18 anni) (in alternativa 500 mg in dose unica se i sintomi recedono nelle 24 ore); rifaximina 400 mg due volte al giorno per 5-7 giorni; co-trimossazolo 1 cp. due volte al giorno per 3 giorni; per coloro che sono allergici ai sulfamidici ed ai bambini può essere prescritta azitromicina. 
  • Diarrea grave: segni di gravità, diarrea 2-3 volte ogni ora, disidratazione, tachicardia, alterazione dello stato mentale (confusione-disorientamento), febbre, dolori addominali crampiformi, sangue o muco nelle feci. Informare i compagni di viaggio, richiedere, dove possibile, assistenza medica; reidratazione orale (piccole quantità molto frequentemente); antibiotici: ciprofloxacina 500 mg due volte al giorno per 3 giorni; rifaximina 400 mg due volte al giorno per 5-7 giorni; co-trimossazolo 1 cp. due volte al giorno per 3 giorni; per coloro che sono allergici ai sulfamidici o non possono assumere i fluorochinolonici può essere indicata l'azitromicina alla dose di 1.000 mg in unica somministrazione o a 500 mg al giorno per tre giorni consecutivi. [Recentemente la rifaximina è stata valutata come parimenti efficace rispetto alla ciprofloxacina nel trattamento della diarrea del viaggiatore Herbert L. DuPont et al: Clin Infect Dis 2001;33:1807-1815]. Occorre fare molta attenzione a non utilizzare in modo indiscriminato gli antibiotici in quanto il loro uso può causare la selezione di microrganismi resistenti.