Epatite E

Che cosa è?

L’epatite E è una malattia causata dal virus dell’epatite E (HEV) che è trasmesso principalmente per via oro-fecale. In regioni con scarsa igiene ed accesso limitato all’acqua potabile, la maggior parte delle infezioni è dovuto alla ingestione di acqua contaminata. In Giappone ed in Europa ed in altri paesi industrializzati l’infezione è spesso trasmessa dagli animali (zoonosi) quali maiali, cinghiali, polli. I molluschi possono trasmettere il virus. Sono state ripostate tramissioni durante trasfusioni ma sono estremamente rare. Il periodo di incubazione è di 2-9 settimane. I segni e sintomi più comuni includono ittero (colorazione giallastra della pelle e degli occhi), febbre, perdita di appetito, dolore addominale e letargia. Diverse manifestazioni neurologiche sono state associate all’epatite E. Nella maggior parte dei casi la malattia si autorisolve.  Le donne in gravidanza (in particolare durante il secondo e terzo trimestre) possono andare incontro ad insufficienza epatica e sono a rischio di aborto spontaneo e parto prematuro.

Chi è a rischio?

L’epatite E ha una diffusione globale. Epidemie dovute alla contaminazione di acque si sono verificate  in Asia Centrale e Meridionale, in Africa ed in Centramerica. Casi sporadici si sono verificati in Medio Oriente, Asia dell’Est, Nord e Sud America ed Europa. I viaggiatori in paesi in via di sviluppo sono particolamente a rischio a causa dei frequenti bassi di livelli di igiene. I sintomi clinici sono più frequenti nei giovani tra 15 e 49 anni. Le donne in gravidanza sono a rischio per le complicanze correlate alla malattia.

Che cosa si può fare per prevenirla?

Non c’è vaccino. I viaggiatori devono seguire le norme indicate per una alimentazione sicura (Vedi sezione dedicata). Vanno inoltre sempre seguite le norme standard di igiene: lavaggio delle mani, etc...