Malaria

La malaria è una malattia infettiva provocata da plasmodi (P.falciparum, P.vivax, P.malaria, P.ovale e l’ultimo in termini cronologici P. knowlesi) che sono parassiti, la malattia è veicolata all’uomo da zanzare (Anopheles). Se la zanzara è infettata dal plasmodio, pungendo l’uomo rappresenta il “vettore” (veicolo) di contagio. 


Circa 3 miliardi di persone  vivono in aree malariche (107 tra paesi e territori in cui la malaria è endemica). Ogni anno sono circa 500 milioni i casi di malaria nel mondo,  e un milione e duecentomila i morti per malaria ogni anno. Di questi circa un milione sono bambini al disotto dei 5 anni, l’80% dei quali vivono in africa, l’Africa paga il tributo più alto (800.000/anno) alla malattia. La malaria è una delle principali cause di mortalità infantile sotto i 5 anni, la terza nell’africa subsahariana: su scala mondiale, su 10 decessi di bambini sotto i 5 anni, uno è causato da malaria; nell'Africa sub-sahariana 1 su 5 (18%). A livello mondiale, oltre 50 milioni di donne in gravidanza sono esposte al rischio di malaria, il 60% delle quali vivono in Africa (fonti: i) rapporto UNICEF dicembre 2007; ii) status of child UNICEF, maggio 2008). La malaria colpisce in modo sproporzionato i più poveri, e ciò contribuisce al loro ulteriore impoverimento.

I sintomi iniziali sono assolutamente indistinguibili da quelli di una infezione febbrile banale e sono caratterizzati  da febbre con brividi, sudorazione, mal di testa, dolori muscolari, mal di schiena, tosse, nausea, vomito e diarrea.
Si trasmette sempre e solo tramite contagio di zanzare, mai per contagio interumano diretto.
Le zanzare Anopheles pungono abitualmente nelle ore di oscurità, cioè prima dell’alba e dopo il tramonto per tutta la notte. Al momento non esistono vaccini contro la malaria.

La prevenzione è di tipo farmacologico e di tipo comportamentale. Tra queste ultime fondamentali l’uso di repellenti cutanei, da disporre periodicamente sulla pelle scoperta negli orari di maggiore attività degli insetti (il tramonto o la notte per la malaria, il giorno per la dengue), l’uso di zanzariere ai letti o alle finestre (verificando l’integrità della maglia), o di aria condizionata, l’uso di abiti con maniche lunghe e pantaloni lunghi di colore chiaro/coloniale.
Per quel che riguarda l’assunzione di farmaci adatti (profilassi farmacologica o chemioprofilassi antimalarica) bisogna sempre consultare un ambulatorio di malattie del viaggiatore.

L’OMS distingue tre zone nel mondo che si differenziano per intensità di trasmissione, distribuzione delle specie di plasmodi e dei ceppi isolati di P.falciparum chemioresistenti. In ordine crescente di rischio, vengono indicate la zona A, la zona B e la zona C: per ciascuna zona, l’OMS segnala i farmaci da utilizzare per la profilassi antimalarica. 

In bianco aree indenni da malaria; in grigio chiaro aree a basso rischio; in grigio scuro aree dove si verifica trasmissione della malaria.

Zona A: rischio generalmente lieve e stagionale; nessun rischio in molte aree (zone urbane. P.falciparum assente o sensibile alla clorochina).

Zona B: rischio debole nella maggior parte delle regioni. La clorochina protegge da P.vivax, in associazione al proguanil conferisce una certa protezione contro il P.falciparum e può attenuare la gravità della malattia se si verifica nonostante la profilassi. 

Zona C: rischio elevato nella maggior parte delle regioni africane tranne in altitudine. Rischio debole nella maggior parte delle regioni dell’Asia e dell’America latina, ma elevato in alcune aree come il bacino amazzonico e alcune parti rurali del Sud-Est Asia. Resistenza alla clorochina in quasi tutte le regioni e alla sulfadossina + pirimetamina in Asia ed in alcune regioni dell’Africa e dell’America latina.