Influenza aviaria

L’influenza aviaria è una infezione virale molto contagiosa. Il nome deriva dall’animale ospite del virus influenzale, in questo caso i volatili. Colpisce perlopiù gli uccelli selvatici che fungono da serbatoio e possono eliminarlo attraverso le feci. Solitamente tali uccelli non si ammalano, ma possono essere molto contagiosi per i volatili domestici come polli, anatre e tacchini, animali da cortile con cui gli uomini entrano in contatto con maggiore facilità.

L’influenza aviaria è causata da virus influenzali di tipo A che possono infettare anche altri animali quali maiali, cavalli, delfini, balene e l'uomo. Gli uccelli, soprattutto quelli acquatici (anatre, oche per es.) sono importanti dal punto di vista epidemiologico poiché tutti i sottotipi conosciuti di virus influenzale A si sono diffusi fra uccelli selvatici che vengono, pertanto, considerati l'ospite naturale del virus influenzale di tipo A.

Quali sono i virus influenzali?

I virus influenzali sono classificati come tipo A, B e C, quest'ultimo con scarso rilievo epidemiologico per l'uomo, poiché causa solo raramente casi sporadici ed epidemie.

I virus influenzali di tipo A possono essere suddivisi in sottotipi sulla base delle loro proteine di superficie - emoagglutinina (HA o H) e neuraminidasi (NA o N). Si conoscono 16 sottotipi. Mentre tutti i sottotipi possono circolare fra gli uccelli, è noto che solo tre sottotipi di antigene H (H1, H2 ed H3) e due sottotipi di antigene N (N1 ed N2) circolano, o hanno circolato, anche nell'uomo.

Il virus influenzale di tipo A può causare infezioni severe in alcune specie animali, inclusi uccelli, maiali, cavalli, delfini e balene. Il virus influenzale che infetta gli uccelli è chiamato “virus dell'influenza aviaria”. I virus dell'influenza aviaria, usualmente, non infettano direttamente gli uomini né si trasmettono, normalmente, da persona a persona.

Al momento, il virus influenzale di tipo A che suscita maggiori preoccupazioni, avendo causato diversi casi di malattia, anche mortale, nell’uomo, é  il virus A/H5N1.

Questo virus può sopravvivere nei tessuti e nelle feci degli animali infetti per lunghi periodi, soprattutto a basse temperature (oltre 4 giorni a 22°C e più di 30 giorni a 0°C). Al contrario, esso è sensibile all’azione del calore (almeno 70°C) e viene completamente distrutto durante le procedure di cottura degli alimenti.

Al momento, la sua trasmissione è stata dimostrata soltanto da animali infetti all’uomo a seguito di contatto stretto con volatili vivi infetti:

Nei Paesi con focolai di virus di influenza aviaria H5N1 non è stata dimostrata alcuna evidenza di trasmissione dell'infezione da uomo a uomo, né di trasmissione attraverso il consumo di pollame o uova.

Sono stati rilevati casi di influenza aviaria da virus A/H5N1 in Russia, Kazakhstan, Cambogia, Cina, Indonesia, Giappone, Laos, Corea del Sud, Thailandia, Vietnam. Gli esperti temono però che soprattutto le migrazioni degli uccelli selvatici contribuiscano a diffondere il virus sulle rotte di volo e quindi anche in Europa. In generale la resistenza del virus nell'ambiente è legata alla temperatura è al pH del mezzo in cui si trova. Le temperature elevate inattivano rapidamente il virus mentre a temperature basse il virus sopravvive più a lungo. PH sotto il 3 (fortemente acidi) e sopra il 10 (fortemente alcalini) inattivano rapidamente il virus.

Negli escrementi contaminati per quanto tempo rimane attivo il virus?

In generale la resistenza del virus nell'ambiente è legata alla temperatura è al pH del mezzo in cui si trova. Le temperature elevate inattivano rapidamente il virus mentre a temperature basse il virus sopravvive più a lungo. PH sotto il 3 (fortemente acidi) e sopra il 10 (fortemente alcalini) inattivano rapidamente il virus.

La stabilità e la resistenza del virus aviario

Condizione

Tempo di sopravvivenza

a temperatura bassa, nelle feci

circa una settimana

a 4°c, nell’acqua

circa un mese 

a 60°c, nell’acqua

circa 30 minuti

a 100°c, nell’acqua

circa 2 minuti

a esposizione diretta alla luce solare

circa 40-48 ore

a esposizione diretta ai raggi ultravioletti

si inattiva immediatamente

in ambiente acido (ph 4,0)

sopravvive   

nella glicerina

sopravvive circa un anno

in solventi organici: etere, cloroformio, acetone, ecc.

si inattiva immediatamente

in disinfettanti comuni, agenti ossidanti, acidi diluenti, alogeni (cloruro, iodio), ecc.

si inattiva immediatamente

Come si manifesta l'influenza aviaria negli animali?

La maggior parte dei virus influenzali aviari non provoca sintomi o molto attenuati negli uccelli selvatici; tuttavia, il tipo di sintomatologia negli uccelli varia sia in relazione al ceppo virale che alla specie di volatile. L'infezione da alcuni virus di tipo A (per esempio, alcuni ceppi H5 ed H7) può causare epidemie estese ed elevata mortalità tra alcune specie di selvatici e di uccelli domestici, compresi polli e tacchini. 

Come si infetta l'uomo?

I virus dell'influenza aviaria non infettano gli uomini; tuttavia, sono state riportate sporadiche segnalazioni di infezioni umane. L'uomo può infettarsi con il virus dell'influenza aviaria a seguito di contatti diretti con animali infetti (vivi o morti) e/o loro escrezioni (feci, urine, saliva e secrezioni respiratorie), mentre non c'è alcuna evidenza scientifica di trasmissione attraverso il consumo di carni avicole o uova dopo accurata cottura (>70 °C).

Nei Paesi con focolai di virus dell’aviaria non è stata dimostrata evidenza di trasmissione dell’infezione da uomo a uomo, né di trasmissione attraverso il consumo di pollame o uova.

Le persone  più esposte al rischio sono:

 

  • persone che, per attività lavorativa, sono a contatto con animali infetti;
  • persone “conviventi” con animali infetti nel loro ambiente naturale, così come i lavoratori di allevamenti intensivi;
  • persone che per cultura e tradizioni alimentari consumano carni di animali infetti non cotte;
  • persone che vivono in condizioni igienico sanitarie precarie e che consumano acque contaminate da liquami. 

Quali sono i sintomi dell'influenza aviaria nell'uomo?

Il virus A/H5N1 provoca generalmente i sintomi caratteristici di una comune influenza, febbre al di sopra di 38° C, tosse, mal di gola, dolori muscolari, ma rapidamente il quadro clinico si complica con polmonite, e gravi difficoltà respiratorie acute. A volte il quadro clinico e’ atipico e compaiono rapidamente febbre, diarrea, o anche coma, senza sintomi respiratori.

Altri tipi di virus aviari provocano quadri diversi: i virus di tipo A/H2N2 hanno causato sintomi lievi  e virus A/H7N7 hanno dato soprattutto manifestazioni oculari (congiuntiviti) o manifestazioni simili all’influenza stagionale.

Esiste un rischio potenziale che un virus dell'influenza aviaria, come l'H5N1 o l'H7N9, possa rendersi responsabile di pandemia influenzale?

Tutti i virus influenzali mutano e cambiano le loro caratteristiche. E' possibile che anche il virus dell'influenza aviaria, l'H5N1 o H7N9, subisca una mutazione tale da acquisire la capacità di infettare gli uomini e diffondersi da persona a persona.

In Italia ci sono pericoli di trasmissione della malattia all'uomo?

I virus responsabili di focolai di infezione nel pollame in Italia si sono dimostrati sempre poco pericolosi per l'uomo. Le rarissime infezioni segnalate sono state asintomatiche o hanno provocato delle congiuntivi guarite spontaneamente.

E' importante ricordare inoltre che nei paesi in cui si sono verificati casi umani gravi, la trasmissione della malattia è avvenuta per uno stretto contatto con volatili domestici attraverso secrezioni e feci disseccate degli animali.

Esiste un vaccino efficace contro il virus dell'influenza aviaria H5N1 o H7N9?

Al momento attuale non sono disponibili vaccini, per uso umano, contro i ceppi H5N1 e H7N9. L'OMS, con i laboratori  della rete globale di sorveglianza dell'influenza, sta lavorando per l'allestimento di vaccini specifici.

Sono disponibili farmaci per la prevenzione e il trattamento dell'influenza aviaria?

Sono disponibili farmaci antivirali utili nel trattamento dell'influenza aviaria.

Essi appartengono a due diverse classi, inibitori della M2 (amantadina e rimantadina, attivi nei confronti dei virus influenzali di tipo A) e inibitori della neuraminidasi (oseltamivir e zanamivir, attivi nei confronti sia dei virus di tipo A che di tipo B). Per essere efficaci, in caso di infezione, devono essere assunti entro le 48 ore dall'inizio della sintomatologia e servono a ridurre la durata della malattia. Tutti questi farmaci vanno sempre assunti previa consultazione di un medico.

Può essere utile la vaccinazione antinfluenzale che facciamo ogni anno?

La vaccinazione antinfluenzale pur non conferendo una protezione specifica verso i virus dell'influenza aviaria, è comunque utile in quanto consente di rafforzare le difese del sistema immunitario. I virus influenzali, inoltre, possono infettare diverse specie animali oltre all'uomo; pertanto, quando si verifica una coinfezione (infezione sostenuta da due o più ceppi di virus influenzale) nello stesso individuo, possono verificarsi fenomeni di ricombinazione genetica che portano allo sviluppo di nuovi sottotipi virtualmente dotati di potenziale epidemico o pandemico. La vaccinazione è fortemente raccomandata per le categorie a rischio d'infezione come gli operatori del settore avicolo e i veterinari.

Quali precauzioni possiamo adottare per evitare l'infezione?

E' stato stabilito che i virus dell'influenza sono uccisi da temperature intorno ai 70°C, tutte le competenti Autorità e sottolineano l'importanza, dell'intensificazione  delle norme igieniche per la  manipolazione, preparazione, somministrazione e consumo di pollame, con particolare riguardo al lavaggio delle mani, cottura delle carni e delle uova. Ai soggetti che si recano nelle aree geografiche affette da virus influenzali potenzialmente pericolosi per l'uomo, si raccomanda: il rispetto delle regole igienico-alimentari e di evitare  contatti con animali vivi e con loro carcasse, e la frequentazione di  mercati e fiere dove vi sia commercio/esposizione di animali.

Si possono consumare uova crude?

L'uovo è un alimento igienicamente sicuro e controllato. Nel nostro Paese i controlli sono molto scrupolosi . L'uovo fresco è dotato di “difese” naturali che gli conferiscono una buona resistenza alla contaminazione da agenti esterni; infatti, nonostante l'abbondante microflora riscontrabile sulla superficie esterna, la cuticola, il guscio e le sue membrane, si oppongono alla penetrazione dei microrganismi all'interno.

La cottura delle uova è consigliata come misura di tipo precauzionale nei riguardi di possibili contaminazioni, che possono verificarsi durante la manipolazione del guscio  e rientra nelle normali procedure di buone norme igieniche che devono essere rispettate, così come viene consigliato di mantenere separati alimenti non ancora puliti, es. verdure, da alimenti già cucinati o pronti per il consumo.

In caso di focolai di influenza aviaria le uova prodotte da animali infetti non vengono destinate al consumo.

Cosa fare se al ritorno da una zona dove è presente l’influenza aviaria si dovesse presentare una sindrome simil-influenzale?

Va sempre ricordato che non esistono prove scientifiche certe circa la trasmissibilità del virus aviario da persona a persona; l'infezione si trasmette dagli animali (volatili) a seguito di contatti prolungati e ravvicinati con animali malati o morti, con le loro deiezioni e con il loro sangue.

Nel caso in cui al ritorno da una delle zone affette da influenza aviaria si dovessero presentare sintomi di tipo simil-influenzale (febbre, mal di gola, dolori ossei e articolare, malessere generale) si consiglia di consultare il proprio medico, segnalando se nelle zone in questione :

 

  • ci sono stati contatti con polli o altri animali vivi;
  • sono stati visitati  mercati in cui vengono venduti animali vivi;
  • visitati allevamenti di volatili;
  • ci si è alimentati con carne di pollo cruda o poco cotta.