MERS

Coronavirus - Nuovo Coronavirus della Sindrome Respiratoria del Medio-Oriente (Middle-East Respiratory Syndrome – MERS)

I coronavirus che infettano l’uomo fanno parte della famiglia delle Coronaviridae e devono il proprio nome al loro caratteristico aspetto “a corona”. Alla famiglia dei coronavirus appartiene il virus della SARS (Severe Acute Respiratory Syndrome, Sindrome Respiratoria Acuta Grave), che nel 2003 causò circa 8000 casi ed 800 decessi in diversi paesi. Dal 2003, tranne sporadici casi acquisiti in laboratorio a seguito di esposizioni accidentali, non si sono più verificati nuovi casi di SARS nel mondo.

Nell’estate 2012 è comparso, nei paesi del Medio-Oriente, un nuovo Coronavirus altamente patogeno per l’uomo, che può causare una malattia chiamata Sindrome Respiratoria del Medio- Oriente (MERS, dall’inglese Middle-East Respiratory Syndrome). Questo virus viene chiamato MERS-CoV.

Che cos’è la MERS?

La MERS è una sindrome grave, che causa compromissione respiratoria, con frequente coinvolgimento renale e gastro-enterico. Ha causato la morte nel 35% circa dei casi finora registrati. A tutt’oggi (Settembre 2015) sono riportati circa 1500 casi nel mondo, tra cui più di 500 decessi. Il paese più colpito (con circa 1200 casi) è l’Arabia Saudita, ma altri casi sono stati riportati in altri paesi della penisola arabica e paesi limitrofi (Bahrain; Emirati Arabi Uniti; Giordania;Iran; Iraq; Israele; Kuwait; Libano; Oman; Qatar; Siria, Stato di Palestina; Yemen). Nel giugno-luglio 2015 un’epidemia si è sviluppata in Corea del Sud che è al momento terminata ed il paese non è adesso considerato a rischio. L'Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità) elenca tutti i casi segnalati e aggiorna il suo sito regolarmente: http://www.who.int/emergencies/mers-cov/en/

Come si trasmette?

Si ipotizza che un fattore di rischio per l’acquisizione della malattia sia il contatto stretto con le secrezioni respiratorie ed altri liquidi biologici di alcuni animali ammalati (in particolare cammelli e/o dromedari). Infatti, per alcuni casi umani, è stata dimostrata l’esposizione a cammelli e/o dromedari infetti. In assenza di contatti con questi animali, il rischio di acquisizione della malattia al di fuori dell’ospedale è estremamente bassa.

La grande maggioranza delle infezioni (più del 90%) è stata invece contratta in particolare in ambito ospedaliero, per trasmissione diretta da uomo ad uomo. Il virus, che è comunque estremamente poco trasmissibile da uomo ad uomo al di fuori dell’ospedale, risulta infattti maggiormente contagioso tra diversi pazienti e tra pazienti ed operatori sanitari.

Le modalità di trasmissione da uomo ad uomo in ambito ospedaliero sono: attraverso le secrezioni respiratorie (tosse, sternuti), attraverso il contatti diretto ed indiretto con secrezioni del paziente o oggetti contaminati con le secrezioni del paziente. Non è ancora chiaro se è possibile una trasmissione aerea propriamente detta (a distanza superiore ai 2 metri dal paziente fonte).

Quali sono i sintomi?

I sintomi più comuni riscontrati nei pazienti con CoV sono febbre, tosse, con evoluzione in sindrome respiratoria acuta (polmonite od insufficienza polmonare). Alcuni pazienti hanno avuto insufficienza renale. A volte sono presenti sintomi gastrointestinali, come la diarrea. Nelle persone con deficit immunitari, la malattia può avere una patologia atipica e più grave. Il periodo di incubazione è di circa 5-7 giorni, con un massimo di 14 giorni.

Chi è a rischio?

Il viaggiatore che visita i paesi della penisola arabica ha un rischio estremamente basso di contrarre la MERS, a meno che non frequenti strutture ospedaliere o che abbia contatti stretti con le secrezioni respiratorie o i prodotti derivati (latte non pastorizzato, carne poco cotta) di cammelli e/o dromedari.

In caso di comparsa di sintomi respiratori o gastro-enterici nei 14 giorni seguenti l’ultimo soggiorno nei paesi elencati, il paziente è invitato a rivolgersi al proprio medico facendo presente che ha effettuato il viaggio, e riferendo eventuali esposizioni a rischio.

Come si previene?

Non essendo ancora note con esattezza le modalità di trasmissione al di fuori degli ospedali, non è possibile dare consigli specifici sulla prevenzione dell'infezione. Si consiglia, sulla base delle attuali conoscenze, di evitare il contatto diretto con le secrezioni respiratorie o i prodotti derivati (latte non pastorizzato, carne poco cotta) di alcuni animali (cammelli e/o dromedari).

In generale, per le affezioni provocate dai coronavirus valgono gli stessi comportamenti preventivi di tutte le infezioni respiratorie: 

  • Evitare i luoghi molto affollati,    
  • Lavare spesso le mani,
  • Non portare le mani (non lavate) al naso o alla bocca.

Altre misure preventive generali sono: evitare carne cruda o poco cotta, frutta o verdura non lavate e bevande non imbottigliate. Se ci si ammala durante il viaggio, si devono applicare i corretti comportamenti di “igiene delle vie respiratorie”, come starnutire o tossire in un fazzoletto, utilizzare una mascherina e gettare i fazzoletti utilizzati in un cestino, lavare spesso le mani con acqua e sapone o con soluzioni alcoliche.

 

Non è attualmente disponibile il vaccino.

Come si cura?

Non esiste un trattamento antivirale specifico per la MERS. Il trattamento farmacologico e di supporto si basa sulla condizione clinica del paziente.

Misure di sanità pubblica internazionale

Dopo l'identificazione del MERS-CoV, l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) e il Centro europeo per la  prevenzione e controllo delle malattie (ECDC) hanno messo in atto una attività di sorveglianza  internazionale per individuare i  possibili casi e approfondire le conoscenze sul virus.
L’Oms fornisce regolarmente alle  autorità sanitarie degli Stati membri informazioni dettagliate e raccomandazioni per il monitoraggio e la sorveglianza. In Italia, è attiva una rete di sorveglianza delle infezioni respiratorie acute gravi e da maggio 2013 anche una sorveglianza specifica  per i casi possibili di MERS. La situazione è costantemente monitorata dal Ministero della Salute, che è in continuo contatto con l’OMS e l’ECDC, e pubblica tempestivamente ogni nuovo aggiornamento sul suo Portale.